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domenica 25 aprile 2010

Come attirare visitatori nel blog

Attirare visitatori in un blog o una pagina Web per generare traffico è molto difficile. Quindi, fin dall'inizio, se si inizia a vedere i visitatori che vengono a conoscere e  il suo weblog, bisogno assicurarsi che si sentano davvero a loro agio per restare. E ci sono una varietà di trucchi utili per fare proprio questo.

Di seguito sono elencati sette componenti essenziali per costruire un blog redditizio con un seguito di fedeli.

1. Pubblica regolarmente.

Mettete i vostri lettori a conoscenza della frequenza dei vostri post. Se i tuoi lettori sanno che hai aggiunto quotidianamente dei contenuti freschi, molto probabilmente  vengono giorno per giorno per leggerlo. Se si conosce messaggi il Lunedi, Mercoledì e Venerdì, quando arriveranno.

2. Rimani in tema.

Scegli la tua nicchia. Se il tuo blog non ha un tema particolare, dagliene uno. Ai lettori piace concentrarsi su un tama e su un argomento, che è quello che loro stessi hanno scelto appunto facendo una ricerca. Quando non trovano un sito a tema? Nessun argomento e solo post generici di qualcosa producono meno probabilità che l'utente rimanga appassionato al tuo blog e, probabilmente, passerà da qualche altra parte.

3. Usa titoli significativi sui post.

Questo non solo aiuta il visitatore a capire di cosa si tratta, può aiutare le persone a navigare nel tuo blog e anche influenzare la tua posizione con i motori di ricerca.

4. Lavorare insieme con i vostri lettori.

Pensate al vostro blog come una conversazione. Impostatelo in modo che i lettori possano lasciare i loro commenti. Incoraggiateli ad essere costruttivi e a  interagire e dialogare gli altri  lettori del blog.

5. Evidenziare meglio i tuoi post.

Non lasciare che i tuoi miglior post si perdano tra i vari file. E 'sempre un buon suggerimento creare un collegamento ipertestuale ai tuoi post più classe .

6. Current  di buona navigazione a pagine popolari

Nel caso in cui si frequentano le pagine di persone a scoprire la cosa importante nel tuo blog, la vostra visita sarà probabilmente un'esperienza molto più piacevole.

7. Mantenete l'aspettativa di una nuova pubblicazione per lunghi periodi.
Se qualcuno visita il tuo blog e scoprire che l'ultimo è stato pubblicato tre settimane fa, sarà probabilmente deluso. Se non impostato in modo corretto, la gente rimane tra l'altro in dubbio ed è ancora considerato un numero di giorni, ma si pensa che la curiosità presto si perderà nel caso in cui si cade la pianificazione meglio lasciare questa impostazione comune .

Eccoli quà. Sette piccoli consigli che possono fare una grande differenza per i lettori del tuo blog. Non è la scienza a razzo. È semplicemente usando il buon senso quando si imposta il lavoro in modo che ci sia interazione con i lettori.

come guadagnare soldi

Se volete sapere come guadangare soldi a casa, contando con un sito web per guadagnare soldi online, sei connesso al posto giusto. Per quanto riguarda la questione Come guadagnare soldi con il mio sito? Il nostro sito offre a tutti dei modi migliori per creare attività veramente redditizi e vantaggiosi.

La nostra intenzione è quella di informare, non per pubblicizzare attività commerciali o siti web ma per trovare come fare soldi e imprarare tutto quello che serve per farli.

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Sapere come fare soldi facilmente senza lasciare la vostra casa. ? A, che sarà utile qualche euro in più per far quadrare il bilancio?

È davvero possibile guadagnare soldi?

Sì, assolutamente sì. Tutti concordano sul fatto che Internet si muove enormi quantità di denaro. Ottenere qualcosa è nelle nostre mani, basta avere le giuste competenze. Se avete domande, si prega di leggere i tanti articoli che trattano tutti i vari settori collegati al fare soldi, sia attraverso internet, sia attraverso il fare impresa, ma trattiamo anche il risparmio e tanto altro, inoltre è molto utile leggere anche i commenti che voi stessi lasciate e che ci aspettiamo di ricevere in grande quantità.

Tutti possono guadagnare soldi?

Certo, basta sapere come fare. In questo sito facciamo una raccolta dei modi con cui si genera profitto. Se sei un webmaster, si dispone di una sezione speciale.
Ma anche se sei una casalinga, se hai biglogno di un secondo lavoro, se sei una mamma e non puoi lavorare o semprlicemente perchè uno, un  lavoro non ce l' hai.

lunedì 19 aprile 2010

classifica provider e servizi

Classifica Provider e servizi
Per fare il tuo sito internet hai bisogno di uno spazio su cui poter pubblicare i tuoi contenuti e anche di servizi che ti agevolano per il tuo lavoro.

Nome provider Aruba DnsHosting Eticoweb Mclink Register Solohosting Telexa Tiscali Virtualsite
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giovedì 15 aprile 2010

come bloccare un preventivo

Come bloccare un preventivo

Nel nostro cammino verso la richhezza, siamo obbligati a fare la più comune pratica a cui si dedicano i ricchi, ossia difendere il proprio capitale ed i propri soldi, seppur piccolo che sia.
Non possiamo quindi non parlare di risparmio e oggi lo facciamo parlando di come bloccare un preventivo.

Ogni volta che che ci accingiamo fare una spesa importante, è buona norma farsi fare un preventivo. Sicuramente molti di voi normalmente lo fanno, ma chissà a quanti di voi sarà capitato, al momento del pagamento, scoprire che la somma da pagare non corrisponde a ciò che era stato detto, o perchè si sono aggiunte voci di spesa o perchè sono stati effettuati servizi aggiuntivi oltre a quello richiesto, o perchè c'è stato un aumento di di prezzo di materie prime e chi più ne ha più ne metta. Ma stà di fatto che questi casi sono in continuo aumento.

Cosa è un preventivo

IL preventivo, nel suo significato letterale è la previsione di spesa, che è il perfetto contrario del "consuntivo", che è la somma delle voci di spesa. Pur essendo le due voci una l'opposto dell'altra dovrebbero combaciare i due valori.
Il preventivo è un impegno unilaterale disciplinato dagli usi. Deve essere messo per iscritto, con la specifica delle seingole voci necessariamente ben definite e non indicate con genericità.

Ma come bloccare un preventivo ?

Una volta stabilito un accordo si può imporre al fornitore una clausola espressa con la quale si vincola il fornitore a non suparare la soglia indicata nel preventivo. La cosa importante è che la clausola deve essere espressamente formulata, scritta in modo chiaro e definita con un numero, oltre che espressamente firmata.. Poichè si tratta di una clausola che indubbiamente comporta oneri per il fornitore deve essere espressa e specificatamante firmata per l'accettazione. Devono essere sottoscritti il preventivo nella sua generalità e la clausola voncolante sull' entità del preventivo. Questa dovrà altresì essere ripetuta in calce al contratto controfirmato.
Anche l' esecuzione dei lavori e i tempi possono essere imposti al fornitore, facendo specifico oggetto di impegno contrattuale, stabilendo, altresì, una penale in caso di ritardo. Vale anche qui lo stesso discorso discorso sul blocco del preventivo e cioè che i tempi di esecuzione e la penale in caso di inadempimento devono essere oggetto di una clausola espressa, sottoscritta e appositamente ripetuta in fondo al preventivo.
La postilla da aggiungere nel contratto è la seguente:

Clausola 1: "Il prezzo concordato è immodificabileanche in presenza di una maggiore ampiezza, sia qualitativa che quantitativa dell'opera, che non sia stata approvata specificatamente per iscritto dal committente".

Clausola 2 : "Per ogni controversia nascente dal presente rapporto le parti dichiarano sin d' ora di volersi rivolgere allo Sportello di Conciliazione presso la locale Camera di commercio"

Con la prima calusola ci si può tutelare da gradevoli sorprese. ma nel caso a fine lavori ci siano delle divergenze, sconsiglio vivamente di rivolgersi alla giustizia ordinaria, passando quindi trammite la classica denuncia per avvocati, perchè è lenta come una lumaca e costosa. Ci si rivolga piuttosto alla camera di conciliazione, esistente presso quasi tutte le camere di commercio. per garantirsi di non avere discordie anche su questo punto infatti è consigliabile inserire la seconda clausola.

La conciliazione in sede non contenziosa si effetua davanti ad un guidice di pace ed è disciplinata dall' art. 322 del Codice di procedura civile.

martedì 13 aprile 2010

anatocismo: come difendersi.


A molti sarà capitato di vedere lievitare magari un pò troppo velocemente gli interessi passivi, che nella maggior parte dei casi finisce poi per superare il capitale iniziale. Infatti vi è una pratica delle banche chiamata anatocismo, sioè la ricapitalizzazione delgi interessi passivi, con un calcolo di interesse composto. Ossia, che sul debito viene applicato un interesse e il debito viene ricalcolato ( a volte anche timestralmente) sommato dell'interesse passivo.

Comuque leggete qui di seguito questa certificazione bancaria , che può aiutarvi senzaltro a capire meglio le leggi che intervengono in merito.

Eccezione sull' art. 50 D.lgs 385/93: autocertificazione del Dirigente di Banca.

Con la presente citazione il Sig. Rossi. si oppone al Decreto Ingiuntivo notificato per i seguenti

MOTIVI

Illegittimità delle somme richieste dalla Banca

La Banca ha chiesto il pagamento della somma di Euro xxx oltre interessi al tasso del Prime Rate Abi da Euro xxx istituto dal ../../.. al saldo, ricomprendendo in detto importo anche gli interessi di mora convenzionali maturati come si evince dalla Certificazione di Credito emessa dalla Banca ai sensi dell' articolo 50 D.lgs 385/93 e dagli estratti del conto corrente che pure si dimettono in atti come si legge al punto del ricorso.

Dunque, l' elemento cardine, sul quale si fonderebbe l' ingiunzione è offerto dal D.lgs 385/93, noto come Testo Unico sulla Legge bancaria, e più precisamente dall' art. 50 D.lgs 385/93; tale norma, offre la possibilità a tutte le Banche, di chiedere ed ottenere ingiunzione di pagamento ex art. 633 c.p.c. sulla base dell' estratto conto œcertificato conforme alle scritture contabili tenute dalla Banca istante.

Al riguardo la prima importante considerazione da formulare è che questa certificazione altro non è che effettuata da ciascuno dei dirigenti della banca, il quale dichiara altresì sotto la propria responsabilità che il credito per il quale si procede vero e liquido.

Orbene l' art 50 integra il requisito di prova scritta ai sensi dell' arr 633 comma 1, n° 1) c.p.c. proprio in virtù del' espresso richiamo operato dallo stesso articolo art. 50 D.lgs 385/93, cioè la norma in parola, consente di equiparare l' estratto conto alle diverse fattispecie di prova scritta espressamente elencate dagli artt. 634, 635, 636 e 642 c.p.c. Dunque, l' art 50 TULB introduce una fattispecie nuova ed autonoma rispetto a quelle considerate dal c.p.c., derogando in tale modo al generale principio della non invocabilità a proprio favore del documento redatto da una delle parti. Tanto assume particolare rilievo in ragione del fatto che le prove scritte considerate nella richiamata disciplina codicistica sono generalmente poste in essere con la partecipazione al procedimento di formazione di un soggetto in posizione di terzi. Questo utile a garantire quel minimo di controllo presupposto al procedimento sommario. evidente allora che tale circostanza non si verifica per quanto concerne l' estratto conto ex art. 50 D.lgs 385/93, infatti, tale norma, demanda alla stessa banca istante, che come evidente diventa arbitro di se stessa, l' accertamento in ordine alla sussistenza dei requisiti richiesti dalla legge.

E' pur vero che la Banca ha provveduto ad allegare l' estratto conto ma in particolare, l' art. 50 del t.u.l.b. richiede che a tale documento non sia soltanto quello che esprime la situazione finale del rapporto, al momento in cui esso ha termine, ma anche quello che rappresenta il risultato di tutte le operazioni verificatesi fino a una certa data, e la contabilizzazione delle medesime con l' indicazione di un saldo attivo e passivo, comprensivo di ogni ragione di dare e avere (in tal senso vedasi Cass. 12-4-1980 n. 2336; Cass. S.U. 10-10-1977 n. 4310 nonchè la relazione illustrativa del d. lgs. 385/93).

Il mero saldaconto non fornisce dunque adeguata prova del credito della banca (cfr. Cass. S.U. 18-7-1994 n. 6707); infine (secondo una costante giurisprudenza di legittimità e di merito) il dato contabile trascritto sulla certificazione bancaria, riveste la qualità di una mera presunzione da avvalorarsi, nel corso del giudizio, attraverso una serie di ulteriori elementi.

Tali dati, nella fattispecie, potranno ricavarsi mediante la produzione delle singole schede di "movimento" del conto corrente sul quale sono riportate le partite creditorie e debitorie che hanno determinato il saldo oggetto della richiesta dell' ingiunzione.

a)La capitalizzazione trimestrale degli interessi

Accade spesso che la Banca, adduca tra i motivi del ricorso, un conto corrente a saldo costantemente a debito.

Ciò per effetto sicuramente, della capitalizzazione trimestrale di interessi calcolati sempre al saggio ultralegale, nonchè per illegittimi addebiti di spese e commissioni non pattuiti per iscritto e comunque non dovuti. A ciò deve aggiungersi la commissione di massimo scoperto voce di pura invenzione bancaria, che si risolve nell' applicazione di un tasso di interesse superiore a quello ultralegale già applicato.

Il tutto in violazione di quanto prescritto dall' art. 1284 c.c. dagli art 4 e 6 legge 154/92 e dagli art 117 e 118 D.Lgs. 385/93.

b)In merito al calcolo degli interessi passivi

La Corte di Cassazione a Sezioni unite con Sentenza n. n. 21095 del 4 novembre 2004 ha sancito una serie di dettami che accordano proprio in materia di calcolo degli interessi passivi una tutela maggiore per gli utenti delle banche.

La Suprema Corte, infatti, ha stabilito che "le clausole di capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi dovuti dal correntista devono considerarsi nulle anche se contratte prima dell'orientamento giurisprudenziale che nella primavera del 1999 ne ha negato la legittimità.

In sostanza, la Suprema Corte ha attribuito valore retroattivo all'inesistenza dell'uso normativo della capitalizzazione trimestrale degli interessi;

fino al 1999, poichè l' art. 1283 C.C ( il quale stabilisce che, in mancanza di usi contrari, gli interessi passivi scaduti possono produrre interessi anatocistici - solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi) veniva interpretato dalla prevalente giurisprudenza, nel senso di attribuire alla locuzione in mancanza di usi contrari un valore sostanzialmente negoziale. Le banche, cioè, hanno da sempre capitalizzato trimestralmente gli interessi, sfruttando il bisogno dei correntisti di porre in essere una serie di operazioni bancarie, principalmente prestiti.

A decorrere dal 1999, la Suprema Corte è intervenuta a specificare che gli usi contrari, suscettibili di derogare al precetto di cui all'art. 1283 c.c., sono non i meri usi negoziali ex art. 1340 c.c. ma esclusivamente i veri e propri usi normativi, di cui agli articoli 1 e 8 disp. Prel. C.c., consistenti nella ripetizione generale, uniforme, costante e pubblica di un determinato comportamento (usus), accompagnato dalla convinzione che si tratta di un comportamento (non dipendente da un mero arbitrio soggettivo) ma giuridicamente obbligatorio, in quanto conforme a una norma che già esiste o che si ritiene debba far parte dell'ordinamento giuridico" (sentenze n. 2374 e n.3096/99).

Gli "usi" cui fa riferimento l'art. 1283 C. c., dunque, sono esclusivamente quelli normativi in senso tecnico.

Ne consegue che, (come da orientamento oramai costante della Corte di Cassazione: Cass. Civ. 18 settembre 2003, n. 13739; Cassazione Civile, Sez. I, 1 ottobre 2002, n. 14091; Cassazione, Sez. I, 28 marzo 2002 n. 4498; Cassazione, Sez. I, 28 marzo 2002 n. 4490; Cassazione, Sez. I, 1° febbraio 2002 n. 1281; Cassazione, Sez. I, 11 novembre 1999 n. 12507; Cassazione, Sez. III, 30 marzo 1999 n. 3096), si dovranno ritenere nulle tutte le clausole bancarie riguardanti l'anatocismo, il cui inserimento nel contratto sia il frutto di una mera volontà unilaterale della banca.

Non solo. Come già accennato, anche le clausole di capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi dovuti dal cliente ad una banca sono nulle, in quanto esse non rispondono ad un uso negoziale, anche se le stesse siano nel contratto specificate come "conformi alle norme bancarie uniformi.

Il merito della sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione quello di confermare tale orientamento partendo dalla convinzione che gli utenti si sono abituati alla capitalizzazione trimestrale dell'interesse passivo non perchè "convinti" che fosse conforme alla normativa del settore, ma perchè inserita nei moduli unilateralmente predisposti dalle banche e perchè la sottoscrizione di tali clausole costituiva un elemento imprescindibile per poter effettuare determinate operazioni bancarie.

Constatando, dunque, che la "convinzione" dei singoli utenti bancari relativamente alla regolarità della capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi e alla corrispondenza di tale pratica ad un obbligo imposto dall' ordinamento, non è mai realmente esistita, non potrà trovare applicazione la disciplina dell'art. 1283 c.c. relativo agli "usi contrari".

Le clausole anatocistiche, quindi, sono da considerarsi invalide ancora prima del 1999. Si consideri allora che a seguito della contabilizzazione trimestrale, l' Istituto bancario ha operato l' addebito ripetuto nell' anno delle spese addebitate sul conto corrente quattro volte l' anno con una risultanza contabile maggiore, e ritenuta illegittima dalla Corte di cassazione con ulteriore e nota sentenza n. 425/00, rispetto a quella effettivamente dovuta.

L' applicazione degli interessi passivi ripetuta nel corso dell' anno nei contratti pregressi è dunque costituzionalmente illegittima, e consente la richiesta da parte del cliente della restituzione degli interessi versati e non dovuti.

nuove opportunità di lavoro e progresso


Finalmente è ripresa la crescita, il progresso!!

Secondo i dati riportati dal FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE, la ripresa da questa grande crisi è iniziata; ora il compito più difficile sta nel mantenerla. Ad oggi la recessione mondiale si aggira attorno all'1,5% ed è previsto un miglioramento del 3,2% per il prossimo anno.

Per quanto riguarda la nostra nazione, la situazione è in netto miglioramento: i dati italiani dell' EUROZONA (UE)parlano chiaro, nel 2010 si arriverà ad una crescita del 6,6%. Nella Regione Lazio, in particolar modo nella provincia di Frosinone, la società di consulenza finanziaria PrestiPoint sta promuovendo una campagna formativa: partiranno dei corsi di formazione professionale per formare giovani consulenti, con e senza esperienza, da inserire nella propria azienda e sul territorio regionale.

Quest'iniziativa coinvolgerà un gran numero di giovani che, ad oggi, stanno aderendo numerosi per non perdere questo treno importantissimo per la loro vita professionale


Cosa è l'opportunità Consulente area pivati / Personal Advisor

Il Personal Adviser è un consulente professionista in grado di offrire consigli d’investimento finalizzati alla scelta dei prodotti e dei servizi finanziari adatti alle richieste del cliente, spiegando le varie possibilità di guadagno: dopo averne analizzate accuratamente le esigenze d’investimento, propone le soluzioni più adeguate tra quelle offerte dalla società, raccogliendo le disposizioni per l'investimento, consegnando i documenti previsti.

Il Personal Adviser si pone come obiettivo la funzione di aggiornamento periodica della situazione finanziaria del cliente e suggerisce le opportune modifiche in funzione dell'andamento dei mercati oppure delle esigenze in evoluzione del cliente stesso, consentendogli di continuare a guadagnare in tutte le situazioni.

E' la figura di riferimento a disposizione dei risparmiatori per chiarire ogni loro dubbio circa gli investimenti realizzati e, soprattutto, è in grado di offrire un'assistenza personalizzata e continua nel tempo instaurando un rapporto di fiducia non disponibile attraverso uno sportello bancario.

Per svolgere la professione è necessario iscriversi all'Albo nazionale dei Promotori Finanziari istituito presso la Consob. Non solo: per mantenere questo status è necessario rispettare regole di comportamento severe, studiate in modo da garantire la massima affidabilità al risparmiatore.

Caratteristiche del consulente area aziendale / business advisor

Quella del consulente aziendale è una professione che, dagli anni ‘80, ha conosciuto una grande crescita, sia come professione individuale, sia all’interno di apposite società.
  • Il consulente aziendale possiede approfondite conoscenze in ambito economico-aziendale ed economico-giuridico,
  • capacità di utilizzo delle tecniche quantitative e di sviluppo delle metodologie di analisi, cognizione sugli strumenti di rappresentazione e comunicazione con riguardo anche ad eventi straordinari e/o con rilievo internazionale,
  • attitudine ad affrontare tematiche connesse alla comunicazione economica e capacità di sviluppo dei meccanismi operativi a supporto del governo delle imprese.
  • Deve avere inoltre una spiccata predisposizione al problem solving.
  • Il consulente aziendale individua i problemi e studia le strategie di sviluppo a medio e lungo termine per migliorare la competitività aziendale e ottimizzarne il guadagno;
  • deve essere un esperto della realtà aziendale, capace di individuare e approfondire i problemi con i responsabili dell’impresa e in grado di prospettare soluzioni appropriate circa la pianificazione strategica, la politica di diversificazione del prodotto, la programmazione a medio e lungo termine e la competitività., consentendo all' azienda di guadagnare sia nel breve che nel lungo periodo.
  • Deve anche essere un conoscitore del settore in cui opera l'azienda, dei mercati interni e internazionali.
I clienti delle società e degli studi di consulenza sono:

• medie imprese con ottime capacità produttive ma con l’esigenza di migliorare la pianificazione strategica, la politica di diversificazione del prodotto, la programmazione a medio e lungo termine;

• aziende chiedono soprattutto consulenza per migliorare la capacità competitiva, e quindi assistenza per portare più rapidamente i nuovi prodotti sui mercati (time to market), per migliorare il rapporto con i clienti e per ridurre i costi.

domenica 11 aprile 2010

I soldi fanno la felicità


















I Soldi fanno la Felicità












Ebook I Soldi fanno la Felicità


I Soldi fanno la Felicità™


Cambia la tua vita e la tua situazione economica con il Wellness Finanziario



Autore: Alfio Bardolla

Editore: Bruno Editore
Formato:
Ebook PDF
in 330 pagine


Anno di Uscita: 2010

ISBN: n.d.






Categorie: Immobili
, Borsa



Classifica Vendite Aprile: 77° posto


Disponibilità: immediata


Prezzo: €15 +iva invece di €29





Descrizione: In collaborazione con Sperling&Kupfer Editori la versione ebook del best-seller di Alfio Bardolla sul Wellness Finanziario. Cambia il tuo stile di vita e acquisisci la sicurezza economica che hai sempre desiderato grazie ai consigli del formatore numero uno in Italia. Leggi il Programma completo






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Programma I Soldi fanno la Felicità

Parte 1: CONOSCERE E CAPIRE CHE COS'E' IL WELLNESS FINANZIARIO



  • L'importanza del ruolo che gioca la psicologia del denaro.





  • Il punto di partenza: la tua mappa sul denaro.




  • Gli ostacoli che si frappongono tra te e il denaro.





  • Conoscere e capire il linguaggio del denaro.




  • Che cosa rappresenta la ruota dei criceti.


Parte 2: UNA CARATTERISTICA IMPORTANTE DI IMPRENDITORI E INVESTITORI


  • Come utilizzare correttamente il denaro di terzi.




  • Come diventare milionari pian piano.





  • Quali sono gli strumenti del wellness finanziario.




  • Come diventare ricchi velocemente investendo.




Parte 3: QUALI POSSONO ESSERE LE TUE POTENZIALITA' D'INVESTIMENTO

  • Come raggiungere gli obiettivi: il goal getting.




  • Come puoi approfondire gli argomenti interiorizzandoli.





  • Come proseguire il tuo viaggio verso il wellness finanziario.

















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Autore



I Soldi fanno la Felicità

Alfio Bardolla è l’unico financial coach in Italia che guida i suoi clienti a pianificare e conseguire i propri obiettivi finanziari, per aiutarli a raggiungere nel tempo l’indipendenza e la libertà finanziaria: è questo il concetto di Wellness Finanziario che Alfio propone per la prima volta sul mercato italiano.

Migliaia di persone hanno già frequentato i suoi corsi sugli investimenti finanziari e immobiliari.

Dopo la laurea in Economia Bancaria, Finanziaria e Assicurativa presso l’Università Cattolica di Milano, ha integrato le proprie conoscenze studiando con tutti i più grandi trainer del mondo; ottenendo così una formazione completa dai guru mondiali della formazione finanziaria, motivazionale e di sviluppo personale, nomi come Robert Kiyosaki, Brian Tracy, Robert Allen, George Fontanills, Donald Trump, Harv Eker, Jack Canfield, Jay Abraham, Bob Circosta.
Alfio si è specializzato in Programmazione Neuro-Linguistica studiando con i massimi esperti di questa disciplina, tra cui Richard Bandler, John Grinder, Anthony Robbins, Robert Dilts, John La Valle, David Gordon.



Di Bruno Editore dice: "Ho scelto Bruno Editore perché, essendo attualmente la più grande struttura in Italia di corsi business to consumer, non potevo che fare l'accordo con il più grande EDITORE online in Italia. Giacomo e Viviana incarnano alla perfezione i principi del "Wellness Finanziario", ovvero creare prodotti che una volta completati generino entrate automatiche. Inoltre offrono la possibilità a migliaia di persone di poter aggiungere un reddito automatico con il programma di affiliazione. Sono anche due ottime persone con le quali è sempre piacevole confrontarsi in un campo che, come tutti sanno, è fra i miei preferiti, quello della crescita e della formazione personale."



Ha scritto "I soldi fanno la felicità" e "L'arte della ricchezza" (con Alessandra Croce), pubblicati in formato cartaceo con Sperling&Kupfer e in formato ebook con Bruno Editore.















L'Opinione dell'Editore





GIACOMO BRUNOCosa penso di I Soldi fanno la Felicità? "Se non sei ancora ricco è perché nessuno te lo ha mai insegnato": niente di più vero! Puoi diventare ricco anche partendo da un piccolo capitale, perché quello che farà crescere i tuoi soldi sarà la tua intelligenza finanziaria. Infatti tante persone, pur avendo un patrimonio invidiabile alle spalle, finiscono per sperperare tutto.

Il best-seller di Alfio offre un approccio al benessere finanziario inedito. Infatti, come possiamo diventare ricchi e mettere in atto con efficacia le giuste strategie se le nostre convinzioni sul denaro sono quelle sbagliate? Occorre quindi ripensare i soldi per ripensare la propria vita e il proprio benessere.


Giacomo Bruno


Presidente Bruno Editore

Autore di 20 Ebook, 26 Videocorsi





venerdì 9 aprile 2010

come vincere con il superenalotto

Come vincere con il superenalotto

Perchè dobbiamo vincere con il superenalotto?

Come già abbiamo detto, noi tutti siamo qui perchè vogliamo essere ricchi, perchè siamo stanchi di passare tanto tempo a lavorare, perchè alla fine dei conti, la vita ce la vogliamo godere. Pensiamo che che vogliamo "lavorare" per vivere e non vivere per lavorare, cosa che purtroppo, sempre più ci induce a fare il sistema nella quale viviamo. Che poi se togliamo, dalla frase precedente, del tutto la prola lavorare non sarebbe certo un probblema.

Noi siammo ottimisti e scegliamo ogni giorno di essere concentrati su tutto ciò che è negativo, vogliamo sempre ricordare al mondo intero che sempre tutto è possibile e non possiamo quindi non ricordare che c'è chi ce l'ha fatta, chi è riuscito a vincere con il superenalotto! e facciamo subito a loro tutti i nostri auguri, con l'augurio che presto anche noi saremmo tra loro.

Le possibilità di vincere con il superenalotto

Per un momento mettiamo da parte gli investimenti classici (conti di deposito, bot, obbligazioni, azioni) e proviamo a capire perché la gente spende così tanti soldi nel superenalotto.
Il motivo è che la percezione delle probabilità di vincere non è realistica. Certo, pensare che sei segnetti sulla schedina possono cambiarti la vita è … incentivante. Come dico sempre: i soldi di certo non danno la felicità, ma senza soldi certamente sei infelice.
Forse non tutti sanno che il superenalotto è il gioco con la minore probabilità di vittoria. Per essere precisi, la possibilità di fare 6 è la seguente:


6⁄90 × 5⁄89 × 4⁄88 × 3⁄87 × 2⁄85 × 1⁄84 = 1⁄622.614.630


Allora, perché la gente continua a giocare?
Innanzitutto per la facilità del concorso. Niente da pensare, elucubrare, verificare. Non è il totocalcio dove devi essere informato su chi gioca, su come va una squadra, su chi gioca in casa o in trasferta.
Poi perché sui grandi numeri la gente tende a perdere concretezza. Che le possibilità siano 1 su 10 milioni o su 622 milioni non fa grande differenza o almeno così viene percepito.

Inoltre abbiamo la netta sensazione che gli altri che hanno vinto non sono poi così lontani da noi, e non vedo perchè proproi noi non davremmo vincere.

E infine, perché tutti sognano e tutti sperano e … partecipare costa relativamente poco. Un euro vale un pezzo di sogno, giusto?

Come giocare con il superenalotto

La schedina è una griglia composta da 90 numeri, di cui noi ne possiamo scegliere 6. La vincita verrà divisa tra i vari giocatori che hanno vinto quindi, se ne indoviniamo 3 avremmo una vincita di pochi euro, Se ne indoviniamo 4la vincita sarà di poche centinaia di Euro. Se ne indoviniamo 5 la vincita la vinvita inizia ad essere importante tipo qualche migliaio e con 5+1 (5 punti + il jolly) e 6 punti si hanno vincite milionarie.

E’ chiaro come sia facile centrare un 3 con 6 numeri e nello stesso tempo come sia praticamente impossibile centrare se non ‘a caso’ il 5 e il 6.
I sistemi e i maxistemi servono a poco… se io gioco solo 2 sestine e un mio amico ne gioca 100.000 la differenza in termini statistici, rispetto alla totalità di sestine combinabili con 90 numeri, è irrilevante… sarebbe come chiederci se il mio amico che abita al quinto piano è più vicino al sole rispetto a me che abito al terzo piano…

Comunque io personalmente ne ho provato vari di sistemi e l'unico sistema che funziona è quello che si usa anche sulla roulette:

Sulla roulette abbiamo lo stesso una quantita considerevole di numeri e fare una vincita puntando solo su un numero non è comunque facile, ma non impossibile!

Quando io gioco alla roulette semplicemente punto sempre sullo stesso numero, sopratutto se non è uscito e tratto di aumentare di volta in volta la puntata in modo che se vinco copro le perdite precedenti.

Altra cosa importante è che tutti tendono nello scegliere i numeri a sceglierli equidistanti, , ma poi vediamo i risultati e ci rendiamo conto che la gran maggior perte dei numeri esce vicina. Quindi facendo più colonne possimo magari giocare 2 schedine ma avere molte più possibilità di vincere. Cercate di dividervi mentalmente la schedina in strisce di numeri, come nell'immagine.

Ovviamente non ripetete gli stessi numeri della giocata precedente e non dimenticate di scegliere il vostro numero SuperStar.

Vi auguro una buona giocata e se vincete fatemi sapere!!!

Prossimamente sto per pubblicare anche altri consigli. Vi aspetto!!

Business Plan e impresa di servizi

Business Plan e gestione aziendale

Tipi di azienda

Le imprese del terzo settore, ossia quelle dedicate a creare servizi convivono in Italia alle aziende dei settori primario e secondario, da ormai più di 20 anni. Ciò è causato dal fatto che la gran maggior parte di esse crea servizi appunto per le imprese stesse.

Accanto a queste ci sono poi le imprese del No profit nata come altra espressione di fornitura di servizi.

Esse operano nella cosiddetta "altra economia", che si basa su principi diversi e si rivolge a nicchie di mercato specifiche perchè hanno come obiettivo quello di soddisfare i bisogni delle fasce più deboli della società.

Gestione aziendale
E' indubbio l'elevato potenziale di crescita delle realtà appartenenti all' erogazione di servizi. Ma purtroppo su molte di loro incombe un rischio che è quello di non riuscire a efettuare una oportuna gestione aziendale, con tutte le loro attività in termini di economicità, mettendo così in forse la sopravvivenza stessa dell'organizzazione nel medio-lungo termine.

E' per questo motivo, che molte organizzazioni del Terzo Settore, sentono forte la necessità di dover unire l'esigenza di competenze gestionali con lo "spirito altruistico" proprio del Terzo Settore. E'quindi opportuno che le organizzazioni del Terzo Tettore fanno proprie le tecniche gestionali delle imprese del settore primario e secondario.

. Chi, in un'azienda profit, studia il rapporto costi/ricavi ha gli stessi interrogativi di chi in un'organizzazione non profit analizza il rapporto costi/benefici: ciò che cambia sono le prospettive.

Perchè chi opera nel settore profit si chiede se sostenere alcuni costi migliora o meno la situazione dell'azienda; chi invece opera nel Terzo Settore si domanda se una determinata decisione migliora o meno la situazione ed il benessere della collettività nel suo complesso.

Tutto ciò che è legato all'ottimizzazione dei costi e dei ricavi, degli investimenti e dei finanziamenti, dei debiti e dei crediti è esplicitato chiaramente nel BUSINESS PLAN che è uno strumento manageriale che consente, oggi, di conoscere lo stato di salute dell'organizzazione nel futuro.

Business Plan e gestione aziendale

Il Business Plan è uno strumento di pianificazione e programmazione a supporto anche per la gestione aziendale delle organizzazioni non profit. Ogni realtà che opera nell erogazione di servizi, cooperativa sociale o associazione, nasce come risposta ad alcuni bisogni della collettività, come per esempio, la ricerca, la tutela dell'ambiente, l'assistenza socio-sanitaria, ed altro ancora. La risposta a questi bisogni costituisce la mission dell'organizzazione non profit, cioè è l'obiettivo primario per cui l'organizzazione è nata.

Per poter però sopravvivere nel tempo ed avere successo non bastano solo gli obiettivi e le buone intenzioni, ma occorre gestire l'organizzazione in condizioni di economicità. Il Business Plan è uno strumento prezioso nel supportare l'organizzazione verso il raggiungimento degli obiettivi sociali rispettando i vincoli economico-finanziari.

Perchè dovrei fare un business plan ?

Utilizzare il Business Plan come strumento gestionale significa passare da una gestione "intuitiva" ad una "gestione per obiettivi", dove si pianifica e si programma l'attività in termini di efficienza delle risorse utilizzate e di efficacia degli obiettivi prefissati.

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Quindi introdurre, all'interno della tua azienda, qualunque tipo essa sia , il Business Plan e quindi il concetto di pianificazione e programmazione, significa cambiare modalità di gestione; ciò vuol dire che l'organizzazione decide di non navigare più " a vista", ma seguendo una rotta ben precisa!

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giovedì 8 aprile 2010

come creare un impresa di successo


Come creare un impresa di successo
La pura di creare un impresa di successo
Nei Tanti anni che ho fatto di ricenrca sul mondo imprenditoriale e sui vari metodi per guadagnare ho scoperto che gli Italiani hanno un gran spirito imprenditoriale. Ogni volta che chiedo ai miei coetanei, e anche ai più giovani di me, quale è il loro sogno lavorativo, la gran maggior perte mi risponde : "vorrei essere propietario/a di una Impresa propria, anche se sia piccola".
Anche se tutti noi siamo aspiranti imprenditori e vorremmo creare un impresa di siccesso, abiiamo il terrore di imbarcarci in qualcosa di nuovo: Pensiamo che abbiamo bisogno di conoscenze, formazione e preparazione prima di lanciarci in un progetto. Questo sentimento ce l'hanno sia gli uomini che le donne, siano laureati o anche solo diplomati. Questo dimostra che, indipendentemente da quanta educazione scolastica abbiamo, sempre abbiamo paura ad entrare in situazioni a noi sconosciute, dove non abbiamo esperienza.

Ragioni per creare un impresa di successo
Chissà hai un sogno nel cassetto, ma pensi così: "Non ho esperienza... se ci provo fallisco quasi sicuramente.... devo prepararmi di più..." .
Se hai pensieri che ti fanno dubitare di te dovresti sapere che una indagine fatta dall'università di Harvard, ha dimostrato che l' 85% delle ragioni, per coloro che hanno successo, è lagata al loro atteggiamento, mentre il 15% restante si può atrbuire alle conoscenze e alla formazione specifica.
Non aspettare a sentirtni come un esperto per fare qualcosa di nuovo, perchè esperti si diventa solo operando direttamente in prima persona e se aspetti a che tutto sia perfetto e di sapere tutto, potresti ritrovarti ad aspettare tutta una vita! Ti suggerisco che tu trovi qualcuno che abbia già creato un impresa di successo e chiedigli quale era la sua esperienza prima di intraprendere, ti sorprenderai nello scoprire che era molto scarsa, però era disposto ad imparare e a commettere errori.
Mi ricordo che quando avevo bisogno di imparare una lingua nuova, non sono riuscito ad impararla fino a che non mi sono recato nel paese dove si parlava quella lingua e allora la ho imparata, col risultato che ora posso dire di conoscere veramente quella lingua, ma se avessi aspettato a impararla sui libri, non ce la avrei mai fatta. Certo ho rischiato, perchè non potevo sapere se avrei superato il muro di non poter comunicare, ma mi sono arrangiato , avevo fiducia nelle infinite capacità del nostro subconscio, che ci permette di imparare più velocemente quando siamo sotto pressone, dove la nostra logica non può arrivare, il nostro subconcio, riensce a cpingerci ad adattarci in tutte le realtà. Infatti dopo 2 mesi che mi sembrava di non aver migiorato, la mia amente mi si è aperta e ho comincato a parlare tutto d'un fiato, e da allora non mai più smesso. ricordo che tutto d'un tratto sono caduti i dubbi sul fatto che la frase fosse giusta o sbagliata, addirittura è svanita di colpo quella sensazione di ridicolo, di disagio, di essere fuori posto. Penso che anche voi tante volte avete provato tali sensazioni, tali paure, ma state sicuri che pote superarle. Non a caso esiste un proverbio cinese che dice: "Se vuoi essere un pescatore, inizia a pescare, se vuoi essere un ciclista inizia ad andare in bici".

Crea un impresa di successo
Sai c'è di fatto che se vuoi fare un lungo viaggio non puoi aspettare che tutti i semafori siano verdi per poter partire, tu inizia a metterti in viaggio, poi lo diventeranno al momento opportuno.
Non permettere che il tuo spirito imprenditoriale muoia a causa della tua convinzione di non avere abbastanza conoscenze. Il tuo successo nella vita non sarà grazie alla tua formazione o alla tua esperienza, ma grazie alle tua fiducia in te stesso e al tuo desiderio di trionfare!! la tua impresa di successo, sta aspettando solo che tu gli dia espressione, non lasciarla nella tua mente, inizia a lavorarci, come un artista che modella la creta, inizia a plasmarla.


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mercoledì 7 aprile 2010

soldi, intelligenza finanziaria o morale ?

Soldi : intelligenza finanziaria o morale?
Da quando si è iniziato a utilizzare il denaro, esiste un gran probblema per tutta l' umanità, anche se sono passati millanni non è stato ancora risolto. Il probblema ci centra nel corretto uso del denaro. Tutto gira nel guadagnarlo, riprodurlo, controllarlo, sfruttarlo senza indebitarsi.
nel esplorare il terreno etico o nel terreno morale, ci ritroviamo in idee e concetti , sul suo posesso e uso, che si rifanno ai tempi biblici.
Avere soldi non è ne cattivo nè buono, tutto dipende dal come si è acquisita tale ricchezza, e dal suo uso. Per alcuna persone la metafora evangelica del fatto che è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago , piuttosto che un ricco, viene interpretata come che Dio condanna i ricchi, ma se laggiamo anche in altri passi, ci rendiamo conto che non è la ricchezza in se che viene condannata, ma il fare della ricchezza un dio, e quindi il suo attaccamento, nonchè l'uso che se ne può fare.
Tutti sappiamo cosa sia il denaro, però non sappiamo come funziona, dimostrato dal fatto che la cosa più comune è che ci sia povertà, indebitamento, mancanca di controllo delle finanze familiari. Sembrerebbe che coloro che dicono che la logica non li ha aiutati per nulla nel risolvere i loro probblemi di soldi, abbiano ragione. Ed è certo, dato che non fanno nulla per scoprire quali sono le loro convinzioni, i loro valori, con rispetto ai soldi, alla ricchezza.
Chiedersi e cercare di rispondersi sinceramente a che cosa è che li spinge, che li sprona, o che li motiva a cercare e guadagnare denaro, senza tener conto dei mezzi o del modo che utilizzerebbero per raggiungere questo scopo. Inoltre bisognerebbe rispondersi al come lo si potrebbe spendere senza tener conoto del suo uso. Questi sono punti importanti, prioritari per poter capire, quele è la logica che ci lega ai soldi, quali sono i freni che ci impediscono di guadagnarne quanto ne voremmo.
Chiarito questo punto nelle nostre vite, è allora che tutti i consigli e le norme sull'uso dei soldi avranno un senso. Solo allora comincerà, la parte razionale della tua mente, ad avere più forza sui condizionamenti inconsci.

Intelligenza finaziaria
Unito alla parte inconscia del nostro agire abbiamo il fatto che a molte persone le manca una formazione finanziaria, prima di tutto perchè l'uso delle finanze non si insegna a scuola, e poi perchè molti accettano consigli da persone più povere di loro e che quindi ne sanno di meno.
Conosciere i soldi, il modo di crearli e le regole che li creano, ciò si chiama intelligenza finanziaria Suggerisco a tutti i lettori che cerchino tutti i modi di migliorare la propria formazione finanziaria, parlando con persone che hanno costruito la loro fortuna, meglio evitare i consulenti finanziari, che tante volte sono solo interessati a venderci un determinato prodotto finanzianrio, ma chiedete piuttosto a persone di sucesso, credetemi che ce ne sono tantissime vicino a noi e che molte volte neanche ne sappiamo l'esistenza, ci sono poi i coch finanzianri, che hanno l'unico scopo di aiutarci a migliorare le nostre fnanza e ci allenano a farlo, ci sono poi tutta una serie di prodotti di altissima qualità che ci danno un'ottima formazione, come tutti i prodotti della Bruno editore, che ho provato e che hanno fatto la differenza nella mia vita.

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martedì 6 aprile 2010

voglio essere ricco



Voglio essere ricco
Qualche volta ti sei azzardato ad affermare "voglio essere ricco o milonario!"? Coloro che lo dicono con convinzione lo ottengono, ci riescono. Se non hai il coraggio di esprimere queste parole devi avere pur qualche motivo, perchè, siamo sinceri, tutti voremmo avere soldi in abbondanza, che sia per soddisfazione personale, per avere potere o per migliorare questo mondo.
Tuttavia ci sono coloro a cui non interessa, perchè credono in quello che sentono dire: Il soldi sono il male del mondo, che i socdi sono la radice di tutti i peccati, che i ricchi sono avari, che è impossibile essere ricchi e spirituali allo stesso tempo, i soldi non comprano la felicità, i ricchi non vanno in cielo, . Purtroppo chi pensa in questo modo ha mentalità da poveri.

Cosa fare se voglio essere ricco
Lo scrittore nord-americano, T.Harv Eker nel suo libro Segreti di una mente milionaria, spiega ha un termostato invisibile nella sua menteche controlla la sue temperatura con relazione ai soldi che possiede.
Così come un termostato si può regolare in mdo che la temperatura di una casa rimanga a 75 gradi, senza tener conto di quanta neve cade fuori, allo stesso modo regoli il termometro di quanti soldi hai della tua mente. Se hai l'asperazione, l'obiettivo di guadagnare 20 Euro all'ora, hai regolato il termometro con tale quantità e non potrai guadagnare di più . Si desideri avere conservati 50.000 Euro, per il tuo pensionamento, anche se ti cadessero milioni dal cielo, in qualche modo li spenderai, in modo da essere fedele(inconsciamente) alla "temperatura" mentale che ti eri proposto.
Per questo gli studi dimostrano che non è importante quanti milioni vincano i giocatori delle lotterie, la gran maggior parte ritorna al suo stato originario, di povertà.. Allo stesso modo succede che coloro che hanno costruito grandi fortune, quando le perdono, le tornano a recuperare, tornando al proprio stato originario di ricchezza, perchè il loro termostato era regolato ad una temperatura milionaria.
Le persone che accumulano fortune hanno un modo di pensare completamente diverso da coloro che vivono nella scarsità. Le differenze più ovvie sono che i milionari e i ricchi si concentrano più sulle opportunità che non sugli ostacoli , ammirano agli altri ricchi enon sono invidiosi dei sucessi delgi altri. Si circondano di persone che hanno vibrazioni positive e non negative, di persone che hanno lo stesso loro modo di concepire la richhezza.
Inoltre agiscono anche quando hanno paura e non lasciano che la peura di un fallimento li paralizzi. La cosa più importante è che i loro pensieri sono concentrati sull'abbondanza.
Per concludere possiamo dire che essere ricchi è una cosa semplice, basta regolare il proprio termometro interno in modo da considerarci già ricchi.




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