Insomma tutti quanti almeno una volta ci siamo ritrovati a sognare come sarebbe bello vivere senza far nulla, magari da pensionati, liberi, di andare dove si vuole, o di dormire fino a tardi.
Mi sono preso la briga di intervistare i pensionati, che conosco e che incontro ogni giorno, e ho fatto una singolare scoperta: tutti quanti hanno problemi di ansia e si cercano cose da fare, obbi, o altri lavori.
Chi si ferma comincia ad accusare dolori, disturbi imprecisati, si svegliano nel sonno nervosamente. La gran maggior parte sia sul piano fisico, sia su quello mentale, a non far nulla si sentono uno straccio. Forse non è a caso che il poeta svizzero Henri Fredéric Amiel ha detto:
"E' il lavoro che da sapore alla vita!"La gran maggior parte dei pensionati come dicevo scelgono di riprendere a lavorare, chi aiuta i figli, che si trova qualche lavoretto in nero, chi si trova qualche hobbie, e tutti quanto loro affrontano le preoccupazioni della vita con più serenità rispetto a coloro che stanno senza far nulla.
M.C. , un simpatico anziano di 71 anni dice: -Sento che la mia vita è utile e ha uno scopo, e il merito è del lavoro nel quale mi sono rituffato.-
In effetti a guardarsi in torno le persone con l'aria più soddisfatta sono proprio quelle che lavorano di più.
Mi rendo conto, naturalmente, che quanto sto dicendo può apparire privo di senso a coloro che, a causa di questa crisi sono costretti a rimanere con le mani in mano contro la loro volontà. Ai disoccupati va tutta la mia comprensione.
Rimanere senza lavoro è molto di più di un disastro economico: è una cosa che avvelena l'anima.


